martedì 9 novembre 2010

SCARAMANZIA E MODESTIA

In attesa del nuovo libro... "La M***A CAPITA! Strategie di successo per vivere felici"

Cominciamo con la scaramanzia. Esiste un curioso atteggiamento in base al quale voi potete parlare ore e ore di tutto quello che va male nella vostra vita o che non vi piace e se, invece, avete progetti per il futuro o vi sta capitando qualcosa di buono, la prima regola è “stare zitti, non dire niente, altrimenti porta male!”. Come credete di poter realizzare i vostri sogni, se non ne parlate e non li verbalizzate, affinché il cervello li senta? Siate sinceri, chi di voi, in attesa di un responso probabilmente positivo o durante la progettazione di qualche piano strategico non ha mai detto una frase del tipo: “non lo dico sennò porta male?”. È un atteggiamento profondamente sbagliato, che vi limita, vi rallenta e addirittura rema contro di voi. Abbiate il coraggio di parlare a voce altra dei vostri sogni e dei vostri desideri, dei vostri progetti e delle vostre ambizioni: la scaramanzia non è esiste, la sfortuna è per tutti coloro che non hanno il coraggio di assumersi la responsabilità delle loro azioni. Attenzione: parlare dei propri sogni e delle proprie aspettative è cosa ben diversa dal “vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso”. Vendere la pelle dell’orso prima di averlo preso è atteggiamento superficiale e irresponsabile, parlare a voce alta del vostro sogno di catturare un orso e fantasticare ad occhi aperti dei progetti che potrete realizzare quando avrete venduto questa benedetta pelle è il modo migliore per vedere realizzati i vostri auspici. Il cervello crede a quello che vede e l’immaginazione ha il potere di influenzare la realtà, ricordate? Tanto più sognate, tanto più vi immedesimate nel vostro sogno, tanto più pensate a quello che proverete e tanto più vi associate all’immagine di voi stessi soddisfatti per il risultato raggiunto, tanto più la realtà si plasmerà secondo i vostri desideri.
Gridate i vostri sogni al mondo!
Che dire, invece, della modestia, fantomatica virtù che ci viene insegnata fin da piccini, ogni volta che abbiamo l’ardire di manifestare il nostro compiacimento per qualche cosa che riteniamo di aver fatto bene?
Tra i vari significati del termine “modestia” presenti sul dizionario (cito il dizionario De Mauro, versione on line), abbiamo niente meno che “scarsità, limitatezza”. Fra i sinonimi di modestia, invece, ecco “squallore, povertà, pochezza, esiguità, umiltà”.
È così che volete sentirvi, così che volete essere? Io dico a gran voce che è giunto il momento di ribellarsi a queste imposizioni castranti che ci sono state poste dall’alto, di solito da genitori “modesti” nel senso deteriore del termine, che non hanno avuto il coraggio e l’ardire di lottare per i loro sogni e si sono accontentati di una vita insoddisfacente, magari adducendo come scusa proprio la serenità e la tranquillità della famiglia e dei figli. Solo scuse, signori e signore. “Modestia” non è l’alternativa a “superbia”. Si può essere consapevoli dei propri mezzi, delle proprie qualità e al tempo stesso dei propri limiti: questo atteggiamento non ci renderà di certo presuntuosi o superbi. Semplicemente, consapevoli. Ragazzi miei, ci pensate che se qualcuno vi sgrida o vi fa notare i vostri limiti siete sempre ben disposti a riceverli e ad annuire e se, invece, qualcuno vi fa un complimento il vostro atteggiamento è di schernirvi e negare i vostri meriti?
Se qualcuno vi dice che siete stati bravissimi, di solito rispondete con una o più di queste frasi: “ma no, niente di particolare, lo avrebbero fatto tutti, ho avuto solo fortuna”. Imparate ad attribuirvi i meriti che vi competono, così come i demeriti. Assumetevi la responsabilità di tutto, non solo di quello che non va bene o di quello che avrebbe potuto essere fatto meglio. Sapete che al corso di Public Speaking (un corso che insegna le tecniche per parlare in pubblico) la prima cosa che fanno i trainer è mettere l’allievo davanti al pubblico e farlo ricoprire di applausi, costringendolo a prenderseli tutti? 
Allora, avete ancora voglia di essere modesti, o volete finalmente iniziare a brillare?

(dal libro "Io sono chi voglio essere", Serra Tarantola edizioni)

Nessun commento:

Posta un commento