LA MERDA CAPITA
Strategie di successo per vivere felici
giovedì 6 gennaio 2011
IL FUTURO CHE CI ASPETTA
Ho letto in un bellissimo libro questa frase: "L'unico modo per predire il futuro è realizzarlo". Mi pare un eccellente spunto per cominciare il nuovo anno con il piede giusto, ovvero con la consapevolezza che noi e solo noi siamo gli unici artefici del nostro Destino. Quello su cui tutti coloro che si occupano di formazione insistono è che bisogna programmare obiettivi ben formati, per produrre risultati e vivere davvero i cambiamenti che vogliamo. Hanno ragione, naturalmente. Io pure, ogni anno, regalo ai miei clienti e amici una serata dedicata proprio alla creazione di obiettivi ben formati. Pochi, tuttavia, parlano del ruolo dell'immaginazione durante questa fase preparatoria. Infatti, limitarsi a utilizzare le tradizionali regole per porsi un obiettivo potrebbe essere riduttivo e potremmo trovarci con un obiettivo formalmente corretto ma sostanzialmente privo di nerbo, senza energia, ad impatto motivazionale nullo. Uno dei limiti del nostro tradizionale modo di pensare (il cosiddetto pensiero verticale) deriva dal fatto che il cervello è un sistema automassimizzante: ogni volta che trova un presupposto logico e formalmente valido, si incastra in una sorta di vicolo cieco e procede univocamente sulla base di quel presupposto. Immaginate che cosa succede, quando il presupposto è sbagliato. E' come costruire una casa su fondamenta di sabbia. Ecco perché prima di mettersi a ragionare è buona cosa liberare l'altra forma di pensiero di cui siamo capaci, ovvero il pensiero laterale, quello che pensa per il gusto di pensare, quello che rompe gli schemi, che spazia libero oltre i confini del ragionevole. Abbiamo, dentro di noi, le risorse necessarie a creare scenari finora nemmeno immaginati. Abbiamo, dentro di noi, un potente mago che attende solo di essere liberato per sprigionare la sua incredibile e incontenibile energia. Tanto più il nostro cervello è lasciato libero di creare, muoversi, spaziare oltre i confini del consueto, tanto più gli obiettivi che poi si pongono saranno obiettivi veri, sentiti, interiorizzati, capaci di muoverci e di farci rialzare in caso di caduta. Perciò, prima di dedicarvi alla stesura del vostro o dei vostri obiettivi, sognate. Sognate ad occhi aperti o a occhi chiusi e immaginate il miglior scenario che riuscite a pensare. Come amo ripetere, i sogni si avverano, se sognate abbastanza forte.
martedì 4 gennaio 2011
GUARDARSI ALLO SPECCHIO
Oggi voglio condividere un video che spesso proietto durante i miei corsi, il celeberrimo discorso di Stanford tenuto da Steve Jobs.
Tutto ciò che dice Steve è, a mio parere, di altissimo spessore. Fra le varie cose, tuttavia, mi piace molto puntare l'attenzione alla riflessione che riguarda il guardarsi allo specchio. Lo faccio davvero, di tanto in tanto. Mi guardo allo specchio e mi chiedo: "e se davvero oggi fosse l'ultimo giorno, farei quello che sto per fare adesso?".
La risposta, spesso, è sì. Vi auguro di poter rispondere allo stesso modo. Scegliete di fare quello che amate, dedicate del tempo alle persone che amate e dedicate del tempo a voi stessi, che siete la risorsa più importante e preziosa che avete. Siate proiettati al futuro e sognate i migliori scenari che riuscite a immaginare, ma senza dimenticare di vivere il presente, il momento magico che non torna. Sognate e vivete con i piedi per terra: è possibile, volendo. Potete fare entrambe le cose. Il periodo delle scelte di trade-off è finito: liberate il mago che è dentro di voi, sciogliete le catene, chiedete l'impossibile. L'unica cosa che conta è che voi pensiate senza limiti, con la piena consapevolezza del presente.
Tutto ciò che dice Steve è, a mio parere, di altissimo spessore. Fra le varie cose, tuttavia, mi piace molto puntare l'attenzione alla riflessione che riguarda il guardarsi allo specchio. Lo faccio davvero, di tanto in tanto. Mi guardo allo specchio e mi chiedo: "e se davvero oggi fosse l'ultimo giorno, farei quello che sto per fare adesso?".
La risposta, spesso, è sì. Vi auguro di poter rispondere allo stesso modo. Scegliete di fare quello che amate, dedicate del tempo alle persone che amate e dedicate del tempo a voi stessi, che siete la risorsa più importante e preziosa che avete. Siate proiettati al futuro e sognate i migliori scenari che riuscite a immaginare, ma senza dimenticare di vivere il presente, il momento magico che non torna. Sognate e vivete con i piedi per terra: è possibile, volendo. Potete fare entrambe le cose. Il periodo delle scelte di trade-off è finito: liberate il mago che è dentro di voi, sciogliete le catene, chiedete l'impossibile. L'unica cosa che conta è che voi pensiate senza limiti, con la piena consapevolezza del presente.
domenica 2 gennaio 2011
VI ASPETTO!
La serata dedicata agli obiettivi è alle porte!
Ecco il programma:
- Obiettivi ben formati secondo il modello semplificato di Robert Dilts;
- L'importanza di essere focalizzati e il SAR (Sistema Attivante Reticolare);
- Il potere delle convinzioni;
- Cambiare prospettive.
La serata è a ingresso libero: ci sono 200 posti a sedere. Negli ultimi anni, l'afflusso è stato così ampio da costringere alcune persone a stare in piedi o a rinunciare... perciò vi consiglio di iniziare ad arrivare verso le 20.
La conferenza inizierà alle 20:30.
A presto!
Ecco il programma:
- Obiettivi ben formati secondo il modello semplificato di Robert Dilts;
- L'importanza di essere focalizzati e il SAR (Sistema Attivante Reticolare);
- Il potere delle convinzioni;
- Cambiare prospettive.
La serata è a ingresso libero: ci sono 200 posti a sedere. Negli ultimi anni, l'afflusso è stato così ampio da costringere alcune persone a stare in piedi o a rinunciare... perciò vi consiglio di iniziare ad arrivare verso le 20.
La conferenza inizierà alle 20:30.
A presto!
mercoledì 29 dicembre 2010
AUGURI!
Il fatidico inizio di anno nuovo incombe. Tutti si prodigano in obiettivi, tutti fanno buoni propositi, alcuni elaborano anche piani di azione. Io mi chiedo, quindi, che cosa augurare a tutte le persone che, da vicino o da lontano, mi seguono: attraverso i libri, i corsi, questo blog. A tutti auguro, innanzitutto, di realizzare i vostri obiettivi, quali che siano. Sono ben formati? Sono espressi in positivo? Parlano di risultati invece che di processi? Sono misurabili? Sono ecologici? Hanno una data di scadenza? Bene.
A tutti, poi, auguro di trovarsi, lungo la strada che conduce al traguardo tanto agognato. Trovarsi, sì: avete capito bene. Così abituati a sentirci dire quello che possiamo o non possiamo fare; quello che ci riesce bene e quello che invece ci riesce male; quello che per cui siamo portati e quello per cui, invece, no: fermatevi almeno un attimo, in questa folle corsa di buoni propositi, e chiedetevi se quello che avete in mente è quello che, davvero, conta per voi. O se, piuttosto, state per affrontare un viaggio verso mete segnate da altre persone. A tutti auguro, ancora, di trovare la forza di resistere alle reazioni automatiche alle quali siete abituati e di usare la vostra energia per pro-agire, per determinare consapevolmente il vostro destino. Credo che nel passaggio dalla "reazione" alla "pro-azione", attraverso quel breve attimo di riflessione che alcuni chiamano "resistenza" sia racchiuso il misterioso segreto che ci rende tanto simili a Dio, o chi per Lui: la capacità di creare, di diventare attori smettendo di essere passivi spettatori. A tutti, infine, auguro di trovare la scintilla che ispira, la piccola luce che, di tanto in tanto, si accende nei nostri cuori per dirci di farlo, di farlo davvero: cambiare strada, fare qualcosa di diverso, creare, immaginare, sognare, osare, azzardare, persino rischiare. Ma sì, persino rischiare: fanculo, la vita è una sola ed è sempre e comunque meglio un rimorso che un rimpianto. Fate, per Giove! Fate: qualsiasi cosa, basta che facciate, che usciate dal pantano in cui alcuni pretendono di soffocare i nostri respiri e di schiacciare le nostre teste indomite e ribelli.
Abbiate il coraggio di fare le cose in modo diverso, visto che sta arrivando un nuovo anno e, come recita un adagio a me assai caro, se fate le cose sempre allo stesso modo, otterrete sempre gli stessi risultati. Da ultimo, una provocazione: chi di voi ha visto il film "L'attimo fuggente?" Chi di voi è davvero salito su un tavolo per scoprire come si vede la vita, da lassù?
Salite sui tavoli, gente. Salite sui tavoli e guardate il mondo come mai l'avete visto prima.
Felice anno nuovo, davvero. Di cuore.
Un abbraccio virtuale (mica tanto, poi, se considerate che cosa possono fare i tachioni!)
Paolo
Il sito di Paolo Borzacchiello
sabato 25 dicembre 2010
CORSO!!!
Dato l'incredibile (anche se sperato...) successo della prima tiratura del libro "La Merda Capita! (Strategie di successo per vivere felici)", ho deciso di realizzare un corso dedicato ai contenuti del libro, per tutti coloro che lo hanno letto e per tutti coloro che, non avendolo ancora letto, potranno in tal modo avvicinarsi ad alcune tematiche di cruciale importanza, per "vivere bene".Il corso si svolgerà in un'unica giornata, DOMENICA 30 GENNAIO, precisamente dalle 09:30 alle 18:30 (registrazione iscritti dalle 09:00 alle 09:30) e avrà sede presso il prestigioso AC HOTEL, Via Giulio Quinto Stefana, 3 - 25126 BRESCIA (Tel +39.030.2405511 www.ac-hotels.com).
Chi lo desidera, potrà trattenersi per il pranzo: l'hotel mette a disposizione per i miei allievi un business lunch a prezzo convenzionato.
Ecco gli argomenti a programma:
- La strategie della cacca di cane;
- La strategia dell'insalatona;
- La manipolazione delle submodalità;
- Le strategie di Jobs, Obama, Disney e molti altri;
- Le leggi della persuasione applicate alla vita quotidiana...
... e molto altro!
Il corso è a numero chiuso: dai 15 ai 20 partecipanti.
La quota di partecipazione è di € 99,00 + IVA
Per ogni altra informazione, potete utilizzare questo blog, oppure visitare il mio sito ufficiale.
A presto!
Il sito di Paolo Borzacchiello
domenica 19 dicembre 2010
UN PENSIERO DEL DALAI LAMA
Oggi ho ricevuto un bellissimo testo scritto dal Dalai Lama. Direi che non è il caso di aggiungere altro!
1) Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.
2) Quando perdi, non perdere la lezione.
3) Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.
4) Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.
5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.
6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.
7) Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.
8) Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.
9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.
10) Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.
11) Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.
12) Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.
13) Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.
14) Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.
15) Sii gentile con la Terra.
16) Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.
17) Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.
18) Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.
giovedì 16 dicembre 2010
PULISCITI SUBITO!
Estratto dal capitolo "La strategia della cacca di cane", dal libro "La Merda Capita! Strategie di successo per vivere felici!"
PULISCITI SUBITO. Scrollati di dosso immediatamente gli effetti negativi dell’incidente. Puoi, ad esempio, allontanarti dal luogo in cui è successo l’evento che ti ha scosso e che tu equipari all’aver pestato una cacca di cane. Puoi lavorare sulla gestione del tuo stato, respirando profondamente e riguadagnando il controllo delle tue funzioni cerebrali: se respiri male e non arriva una sufficiente quantità di ossigeno al cervello, rischi di lasciarti travolgere dal panico o di non prendere le decisioni migliori. Puoi reagire al problema da un punto di vista pratico o chimico: fare qualcosa per star meglio, assumere un farmaco (o un rimedio erboristico, se possibile) per riacquistare al più presto le tue funzioni. Il 25 gennaio di quest’anno (2009, casomai questo libro finisse in mano a qualche lettore del futuro), a tre giorni da un evento pubblico importantissimo, ovvero la mia serata di presentazione dei corsi, con tanto di hotel prenotato, inviti, pubblicità e numero (alto) imprecisato di partecipanti, mi è uscita un’ernia. Stavo chiudendo il piumino alla mia bambina quando ho sentito una specie di frustata alla schiena, mi sono accasciato a terra senza fiato e sono rimasto a terra per circa dodici ore, bloccato dal dolore. Fra una fitta e l’altra, il mio cervello ha iniziato a fumare. Per la verità, ha iniziato a mandarmi messaggi piuttosto pessimistici e decisamente fuori luogo. Ha iniziato a venirmi il panico e, come detto, nelle situazioni in cui “la merda capita”, il panico è precisamente l’ultima cosa di cui hai bisogno. Ti servono, piuttosto, freddezza e lucidità. Per questo, invece di prefigurarmi scenari drammatici (tutti gli ospiti che arrivavano in hotel; io che, non conoscendoli, non avevo potuto avvisarli; la mia società irrimediabilmente danneggiata da questo incidente e altre cosucce del genere), ho letteralmente spostato il focus su quello che avrei potuto fare per pulirmi immediatamente da quel che avevo accidentalmente pestato. Perciò, ho contattato il mio medico di fiducia e il mio fisioterapista/massaggiatore. Dopo due ore avevo già in corpo una discreta dose di cortisone: ero sempre bloccato (sono rimasto riverso al suolo fino alle dieci di sera: ho cenato e espletato i miei bisogni sul tappeto, in posizione orizzontale), ma almeno avevo intrapreso la via della guarigione, o almeno così speravo. Il giorno seguente, ho ricevuto due massaggi, uno la mattina e uno la sera e, alla sera del secondo giorno, sono riuscito, pur tra dolori che oso definire strazianti, ad andare in bagno con le mie gambe. Per inciso, urinare in un vaso di fiori, steso sul pavimento, è un’esperienza che mi sono ripromesso di evitare, per il futuro, in quanto piuttosto fastidiosa e imbarazzante.
PULISCITI SUBITO. Scrollati di dosso immediatamente gli effetti negativi dell’incidente. Puoi, ad esempio, allontanarti dal luogo in cui è successo l’evento che ti ha scosso e che tu equipari all’aver pestato una cacca di cane. Puoi lavorare sulla gestione del tuo stato, respirando profondamente e riguadagnando il controllo delle tue funzioni cerebrali: se respiri male e non arriva una sufficiente quantità di ossigeno al cervello, rischi di lasciarti travolgere dal panico o di non prendere le decisioni migliori. Puoi reagire al problema da un punto di vista pratico o chimico: fare qualcosa per star meglio, assumere un farmaco (o un rimedio erboristico, se possibile) per riacquistare al più presto le tue funzioni. Il 25 gennaio di quest’anno (2009, casomai questo libro finisse in mano a qualche lettore del futuro), a tre giorni da un evento pubblico importantissimo, ovvero la mia serata di presentazione dei corsi, con tanto di hotel prenotato, inviti, pubblicità e numero (alto) imprecisato di partecipanti, mi è uscita un’ernia. Stavo chiudendo il piumino alla mia bambina quando ho sentito una specie di frustata alla schiena, mi sono accasciato a terra senza fiato e sono rimasto a terra per circa dodici ore, bloccato dal dolore. Fra una fitta e l’altra, il mio cervello ha iniziato a fumare. Per la verità, ha iniziato a mandarmi messaggi piuttosto pessimistici e decisamente fuori luogo. Ha iniziato a venirmi il panico e, come detto, nelle situazioni in cui “la merda capita”, il panico è precisamente l’ultima cosa di cui hai bisogno. Ti servono, piuttosto, freddezza e lucidità. Per questo, invece di prefigurarmi scenari drammatici (tutti gli ospiti che arrivavano in hotel; io che, non conoscendoli, non avevo potuto avvisarli; la mia società irrimediabilmente danneggiata da questo incidente e altre cosucce del genere), ho letteralmente spostato il focus su quello che avrei potuto fare per pulirmi immediatamente da quel che avevo accidentalmente pestato. Perciò, ho contattato il mio medico di fiducia e il mio fisioterapista/massaggiatore. Dopo due ore avevo già in corpo una discreta dose di cortisone: ero sempre bloccato (sono rimasto riverso al suolo fino alle dieci di sera: ho cenato e espletato i miei bisogni sul tappeto, in posizione orizzontale), ma almeno avevo intrapreso la via della guarigione, o almeno così speravo. Il giorno seguente, ho ricevuto due massaggi, uno la mattina e uno la sera e, alla sera del secondo giorno, sono riuscito, pur tra dolori che oso definire strazianti, ad andare in bagno con le mie gambe. Per inciso, urinare in un vaso di fiori, steso sul pavimento, è un’esperienza che mi sono ripromesso di evitare, per il futuro, in quanto piuttosto fastidiosa e imbarazzante.
Iscriviti a:
Post (Atom)



